giovanni paolo leoni

fotografo di professione per passione

about me


Questo è il mio logo, restyling 2013.

Ha i colori del negativo bianconero, solo bianco, nero e sfumature di grigio.  Rappresenta sia un obbiettivo fotografico che un occhio, del quale si notano le palpebre, con al centro un particolare simbolo. In questo simbolo io leggo il mio cognome, infatti se lo scomponiamo vediamo comparire due simboli del segno zodiacale del leone, quindi “leoni”.

Ho conosciuto in prima persona importanti passaggi storici delle fotografia, ricordo che all’inizio caricavo gli chassis con le lastre di vetro ortocromatiche bianconero, poco dopo scomparse per lasciare spazio alle pellicola piana in supporto plastico. Certo esistevano già da tempo le macchine fotografiche Hasselblad, Rollei, Leica, Nikon ecc. col rullino in pellicola, ma per la massima qualità si utilizzavano apparecchi fotografici di grande formato basculabili, come la Sinar o la Linhoff  ed è con queste che ho avuto modo di utilizzare le ultime lastre di vetro.

Ho visto lo splendore ed il successivo declino del bianconero, la stampa era rigorosamente manuale, con i fogli di carta sensibile ortocromatica, in scatole da 100 fogli già ritagliati a misura, mi piaceva l’odore particolare della Brovira o Portriga Agfa, c’erano le carte baritate, le carte lucide, le carte camoscio, ed ognuna col suo grado di contrasto. Voglio ricordare l’arte della mascheratura, che si eseguiva con le mani interposte nel fascio di luce proiettato dall’ingranditore, che l’abile stampatore utilizzava per sovraesporre o sottoesporre delle parti limitate dell’immagine che secondo lui necessitavano di questa operazione, la protezione serviva per far risaltare dei dettagli nelle ombre, la sovraesposizione per evidenziare dei dettagli nelle alte luci, era veramente arte.

Ho vissuto, l’epocale passaggio dalla fotografia analogica alla fotografia digitale. Qualcuno dei miei colleghi ha sofferto questa novità, altri lo osteggiano tutt’ora, io invece ci ho creduto subito, certo ho dovuto rimettermi sui libri e partecipare a corsi, mi sono buttato a capofitto con entusiasmo verso queste nuove esperienze prima con astrusi dorsi a scansione e luci stabilizzate, poi con dorsi a triplo scatto, infine con gli ultimi a scatto singolo, che mi hanno permesso di tornare a scattare con i flash studio, come con pellicola. A tutt’oggi, per le riprese in studio, utilizzo apparecchi fotografici analogici tradizionali, di medio e grande formato, con abbinato il dorso digitale, cablato al computer, per la visione immediata dell’immagine. Da più di vent’anni sono una “faccia da Mac”, ancora oggi, nonostante che altri sistemi operativi siano diventati sempre più simili al Mac OS, trovo che lavorare con questa interfaccia, doni un piacere del tutto diverso, non per niente chi lavora con un PC lo considera una macchina, chi lavora con un MAC, come me, lo considera un compagno di lavoro, come lo sono gli apparecchi fotografici, i dorsi digitali, gli obbiettivi.

Ho iniziato questa professione molto giovane a fare il fotografo, presso lo studio Vajenti di Vicenza, i miei primi maestri sono stati “el vecio”, ovvero il titolare Gian Paolo Vajenti, Mario Neffat l’esperto tecnico di laboratorio che, in un periodo molto difficile della mia vita, mi ha aiutato a tenere duro e restare, ma soprattutto Onofrio Di Paola fotografo operatore, del quale ero assistente. Dopo il servizio militare, nel 1975, sono passato alla Fototecnica, sempre di Vicenza; qui ho trovato nei titolari Luigi Ceretta ed Emanuele Lago, due professionisti che mi hanno dato lo slancio per arrivare alla maturazione professionale. Dopo alcuni anni di ottima collaborazione, nel 1980, ebbi l’opportunità, offertami da Carlo Vajenti di tornare presso il suo studio, qui rimasi per circa otto anni finché non formai una società con Francesco Campanella ed Enrico Maron, lo studio si chiamava “Centro-Foto-Grafico”, ci si occupava di fotografia, fotolito e grafica. Qui rimasi fino al 2002, finché nel 2003 fondai la “Leò fotografie pubblicitarie”. Nel 2006 con l’ingresso di mio figlio Filippo, in qualità di Videomaker, cambiai la denominazione nell’attuale “Leoni produzioni fotografiche e audiovisive”.

Questo sono io, Giovanni Paolo Leoni, solo Paolo per gli amici, nato a Schio (VI) il 5 agosto 1955, sono dal 1970, fotografo di professione per passione.

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Mi piace la musica, il rock classico in particolare, tento di suonare la chitarra ed il basso, sono piuttosto pigro e ho la tendenza ad ingrassare perché non sono costante nell’attività fisica, vado e non vado in palestra, chi mi conosce sa che sono sempre in dieta, con risultati altalenanti, forse perché considero una tavola ben imbandita uno di migliori piaceri della vita. Mi piace giocare al biliardo, camminare in montagna, preferisco letture di saggistica  e fantascienza, mi affascinano i misteri, rispetto e contemplo la natura.

 

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